Orario d'apertura: ogni giorno dalle 7.00 alle 24.00

Benché inaugurato nel 1839, i lavori vennero completati
solo nel 1846 a causa di difficoltà finanziarie, che
costrinsero il proprietario a cedere l'intero edificio alle
Assicurazioni Generali.
All'avviamento commerciale provvide N. Priovolo,
che condusse il Caffè per 45 anni. Nel 1884 fu ceduto
a A. Cesareo e V. Carmelich, due noti “caffettieri” che operarono
la prima ristrutturazione (1933), necessaria anche ad introdurre
nel locale la corrente elettrica.
Verso la fine del secondo conflitto mondiale, i locali del Caffé ebbero
altre destinazioni d'uso, venendo adibiti ad alloggi per truppe, magazzini
e perfino stalle; nel 1945, al termine della Guerra, il Locale fu requisito
dalle truppe anglo-americane e la Royal Navy (la Marina Britannica) ne fece
il proprio quartier generale.
Fino al 1953, in concomitanza con l'annessione di Trieste all'Italia,
i triestini poterono frequentarlo solo se accompagnati da militari Britannici:
fu quello l'anno in cui il Locale riprese la sua veste pubblica ad opera del
bergamasco A. Asperi, che lo gestì per 14 anni, finché, a causa
di inderogabili opere di rifacimento dell' intero palazzo, dovette chiuderlo
nel 1967.
Nel 1969, completamente rifatto, riaprì gestito dalla Hausbrandt, storica
casa di tostatura fondata a Trieste nel 1892. Infine nel 1990, la gestione
passò all' attuale Società che, con l'ultima totale ristrutturazione
del 2000 ne disegnò l'attuale fisionomia.
Testimone e protagonista di più epoche, il Caffè degli
Specchi fin dall'inizio fu luogo di riunione per commercianti,
armatori, assicuratori, che lì istituivano contratti
per le loro attività, ma anche ritrovo di famose personalità della
politica e della cultura (dagli irredentisti del secondo
800, a letterati quali Kafka , Joyce
, Svevo ).
Per la sua particolare posizione, la cura delle vivande, del servizio e degli arredi, il Caffè degli Specchi è sempre stato un luogo privilegiato per seguire tutte le vicende storiche e culturali della città ed è tuttora considerato “Il salotto di Trieste”: ancora oggi prestigiosa meta turistica, è irrinunciabile per chi giunge a Trieste una sosta in questo storico Caffé, per vivere quell' atmosfera mitteleuropea assolutamente unica.
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La domanda
più frequente che ci fanno i visitatori, è il
perché del nome, non desumibile dagli arredi attualmente
in uso, in sostituzione degli originali, sottratti in gran
parte dagli eserciti d'occupazione presenti a Trieste durante
l'ultima guerra.
Fin dall'anno di apertura del locale, la memoria storica dei fatti accaduti in
Europa veniva fissata con incisioni su specchi o lastre di vetro, simili alle
copertine di certe riviste della prima metà del ‘900. Essi avevano quindi
la funzione di fissare e quindi di “ricordare” man mano che avvenivano, determinati
accadimenti.
Inoltre, molto più furbescamente, la presenza di numerosi specchi permetteva
di catturare fino all'ultimo la luce del tramonto data la vicinanza del mare,
ossia di allungare anche di 30 minuti la giornata commerciale (…permettendo ai
gestori di risparmiare buone quantità di olio per lampade).
Attualmente sono visibili solo tre degli specchi originali superstiti: pochi
altri vengono conservati in un luogo apposito al riparo da umidità e salsedine,
che ne sono i principali nemici.
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